art. 20 D.Lgs. 28/2010 · D.Lgs. 149/2022
Credito d'imposta mediazione civile
Calcola il credito d'imposta sulla mediazione civile: indennità all'organismo e compensi legali, entro il tetto annuo (art. 20 D.Lgs. 28/2010).
Approfondimento
Come funziona
Il calcolatore applica la norma sull'agevolazione fiscale per le parti che hanno versato indennità a organismi di mediazione civile e compensi ai loro avvocati nel corso del procedimento.
Quando una controversia viene risolta attraverso mediazione, invece che in giudizio ordinario, la parte versante può utilizzare questi importi come credito d'imposta (sconto fiscale) sulla propria dichiarazione dei redditi.
Lo strumento calcola: - il credito totale dovuto (somma indennità mediazione + compensi legali) - l'importo entro il tetto massimo annuo consentito per parte - la differenza tra credito lordo e tetto, se superato
Il risultato tiene conto della normativa vigente secondo il D.Lgs. 149/2022, che ha aggiornato il regime di calcolo. Non occorre documento di mediazione allegato: inserisci semplicemente gli importi effettivamente versati, e lo strumento verifica la compatibilità con i limiti di legge.
Esempio pratico
Una piccola impresa risolve una controversia commerciale in mediazione.
Versamenti effettuati: - Indennità all'organismo di mediazione: € 800 - Compenso all'avvocato che ha assistito in mediazione: € 1.200
Totale importi versati: € 2.000
Lo strumento calcola il credito d'imposta massimo concedibile per quella parte nell'anno fiscale, verificando che non sia superato il tetto annuo stabilito dalla norma. Se il totale versato non eccede il limite, il credito utilizzabile corrisponde all'intero importo; altrimenti, il credito è limitato al tetto consentito per parte.
Cosa ti serve
- **Importo indennità versato all'organismo di mediazione**: troverai l'importo nell'atto di conclusione della mediazione o nella fattura dell'organismo - **Importo compenso versato all'avvocato**: consulta la parcella o il documento di quietanza dell'avvocato che ti ha assistito - **Anno di imposta**: l'anno in cui hai effettuato i versamenti (per verificare il tetto annuale applicabile) - **Tipo di parte**: se sei ricorrente, convenuto o altre categorie che influenzano il calcolo del tetto
Quando usare questo strumento
Usa **Credito d'imposta mediazione** se: - Hai risolto una controversia civile tramite mediazione (obbligatoria o volontaria) - Hai versato indennità all'organismo di mediazione - Hai pagato compensi a un avvocato per l'assistenza in mediazione - Vuoi quantificare il credito d'imposta da utilizzare nella dichiarazione dei redditi - Desideri verificare se hai superato il tetto massimo annuo consentito
**Non usare questo strumento** se: - La tua controversia è stata decisa in giudizio ordinario: in tal caso cerca altri regimi di agevolazione - Stai calcolando crediti d'imposta per Ricerca & Sviluppo o Innovazione tecnologica: usa il tool [Credito d'imposta R&S, Innovazione e Transizione 5.0](/strumenti/societario-impresa/credito-imposta-innovazione) - Non hai sostenuto spese di mediazione o compensi legali collegati a una mediazione civile
Normativa di riferimento
- **D.Lgs. 4 marzo 2010 n. 28** (Decreto legislativo sulla mediazione civile): articolo 20, che disciplina il credito d'imposta per le indennità versate all'organismo di mediazione e i compensi agli avvocati - **D.Lgs. 149/2022**: modifiche e aggiornamenti ai tetti di credito e ai criteri di calcolo - Per chiarimenti sulle modalità di utilizzo in dichiarazione: consulta la normativa tributaria vigente e le guide dell'Agenzia delle Entrate
Domande frequenti
Qual è il tetto massimo di credito d'imposta per mediazione?
Il tetto massimo è stabilito dalla norma per parte e per anno fiscale. Varia a seconda della categoria di parte e dell'anno: il D.Lgs. 149/2022 ha aggiornato gli importi massimi. Lo strumento applica automaticamente il limite corrente; se i tuoi versamenti lo superano, il credito sarà limitato al tetto consentito.
Se non ho vinto la mediazione, posso comunque usufruire del credito?
Sì. Il credito d'imposta sulla mediazione è riconosciuto indipendentemente dall'esito della mediazione. Se hai versato indemnità e compensi, muri diritto al credito a prescindere da chi aveva ragione nel merito della controversia.
Devo conservare documenti della mediazione per provare il credito?
Sì, è consigliabile conservare l'atto di conclusione della mediazione, la fattura dell'organismo, la ricevuta di versamento e la parcella dell'avvocato. L'Agenzia delle Entrate può richiederli in sede di controllo. Questo strumento non sostituisce l'obbligo documentale.
Posso usare il credito subito oppure devo aspettare?
Il credito d'imposta sulla mediazione si utilizza in dichiarazione dei redditi (o in via ordinaria o in compensazione) a partire dall'anno fiscale in cui è stato sostenuto il versamento. Verifica con il tuo commercialista le modalità di utilizzo più vantaggiose nel tuo caso.
Se ho più liti in mediazione nello stesso anno, come si calcola il credito?
Devi sommare tutti gli importi versati per mediazione nel corso dello stesso anno fiscale, e poi applicare il tetto massimo annuo una sola volta. Lo strumento accetta input cumulativi: inserisci il totale di tutti i versamenti dell'anno.
Il compenso all'avvocato in mediazione è sempre deducibile come credito?
Sì, se l'avvocato ha assistito nella mediazione civile (indipendentemente dal fatto che la controversia fosse obbligatoria o volontaria), il suo compenso rientra nel credito d'imposta. Lo strumento include automaticamente i compensi nel calcolo complessivo.
Cosa succede se supero il tetto annuale di credito?
Se la somma di indennità e compensi supera il tetto massimo per parte, il credito utilizzabile è limitato al tetto. L'eccedenza non è generalmente recuperabile negli anni successivi. Lo strumento evidenzia questo limite nel risultato.